realizzare un e-commerce

Una delle situazioni ricorrenti che vengono affrontate da chi si accinge per la prima volta a creare un negozio online è quella di capire come funziona il pagamento, che differenze ci sono tra essi, se è sicuro, ecc. Insomma, per chi non ha mai affrontato il problema è normale sentirsi spaesati, un po’ come mi sentivo io diversi anni fa, quando per la prima volta creai il primo sito e-commerce.

Per questo motivo ritengo sia utile scrivere un breve articolo che parli in generale degli e-commerce e in particolare di WooCommerce per WordPress e poi scendere nei dettagli dei metodi di pagamento.

Un e-commerce altro non è che un normale sito web con in più una sezione dedicata alla vendita.

Tale sezione consta sostanzialmente di 3 componenti:

  • Una pagina dedicata ai prodotti
  • Un carrello (cart)
  • Una pagina di pagamento (checkout)

Oltre questo esiste una sezione di amministrazione dedicata alla gestione degli ordini e delle opzioni di vendita (tipologie di pagamento, email, utenti, impostazione della quantità minima acquistabile, impostazione della valuta e dei Paesi in cui vendere, gestione delle scorte del magazzino, ecc).

Andando più nel dettaglio, un e-commerce sarà realizzato più o meno così:

  • Una pagina in cui mostrare tutti i prodotti, preferibilmente “scremabili” per tipologia, caratteristiche ed eventualmente anche per prezzo se presenti in numero eccessivo.
  • Ogni prodotto avrà – preferibilmente (anche per una questione di SEO) – una propria pagina in cui verrà descritto, a parole e con alcune immagini, e avrà un bottone per l’acquisto.
  • Nella pagina del prodotto potrebbero comparire altri prodotti correlati per invogliare l’utente a proseguire con gli acquisti.
  • Quando l’utente farà click sul bottone di acquisto, l’articolo verrà aggiunto al carrello: è buona norma di vendita non portare subito l’utente al carrello perché magari vorrebbe acquistare altro. Il carrello deve comunque essere sempre ben visibile in modo da permettere all’utente di raggiungerlo velocemente (potrebbe voler modificare le quantità dei prodotti presenti, rimuoverne alcuni o concludere l’ordine pagando).
  • Ipotizzando che l’utente abbia deciso di concludere l’ordine, verrà mostrata una pagina di pagamento o checkout: a seconda del tipo di business si possono richiedere le informazioni di fatturazione più o meno dettagliate, quelle di spedizione ed eventualmente la creazione di un account utente.
  • Nel frattempo verrà creato un ordine nella sezione di amministrazione del sito con uno stato “pendente” (in attesa di pagamento).
  • Alla fine della procedura è di solito presente la scelta del metodo di pagamento: PayPal standard è uno dei metodi di pagamento più diffusi e per questo è incluso gratuitamente nell’installazione di base di WooCommerce (presumibilmente questo è vero anche per gli altri CMS). Altri metodi di pagamento, spesso forniti gratuitamente o a pagamento, consistono in un plugin che permette la comunicazione tra il sito dell’esercente e l’ente che fornisce il servizio di POS Virtuale.
  • Una volta scelto il metodo di pagamento e proceduto alla compilazione dei dati, il denaro verrà trasferito dal conto dell’acquirente a quello dell’esercente, lo stato dell’ordine di riferimento verrà modificato in “in lavorazione” o “completato” (a seconda della tipologia di prodotto) e verrà inviata un’email di conferma all’acquirente e una all’esercente.

Per realizzare tutto ciò esistono due alternative: partire da zero e sviluppare tutto (scelta non consigliata) oppure affidarsi ad un CMS (Content Management System) che farà quasi tutto quello che ci serve, molto spesso gratuitamente se ci si accontenta.

Esistono diverse piattaforme CMS già pronte e rodate per realizzare un e-commerce: Joomla con l’estensione VirtueMart, Magento, Drupal con i moduli Drupal Commerce o Ubercart, PrestaShop, OS-Commerce, WordPress con il plugin WP E-Commerce oppure con il plugin WooCommerce.

Ognuno di questi CMS (e loro varianti) ha i suoi pro e i suoi contro e in questo articolo non voglio dilungarmi sulla questione. Ma qualcuno si chiederà: “Perché WooCommerce?”

La scelta di consigliare WooCommerce, utilizzarlo costantemente ed estenderlo è data sia da un rapporto storico (è quello che utilizzo da più tempo e che conosco meglio), sia dalla ricchezza di estensioni, tale da poter soddisfare praticamente ogni tipo esigenza. Non è perfetto, questo lo si deve dire (ad esempio non esiste un plugin in grado di gestire come si deve – nel senso di esperienza utente – le spedizioni verso indirizzi multipli), ma confido nel fatto che ha quasi 6 milioni di download e che sia di proprietà di un team molto attivo (woothemes), oltre che avere una community Open Source molto ampia, per ritenerlo perfettibile. Se poi aggiungiamo che Wordpress è praticamente imbattibile in termini di diffusione, con l’attuale 23.3% del mercato globale dei siti web e il 60.7% fra i CMS (http://w3techs.com/technologies/overview/content_management/all), abbiamo una risposta chiara alla domanda di sopra.

Un metodo di pagamento di un e-commerce consiste in una serie di azioni che portano i soldi dal conto dell’acquirente a quello del venditore.

Per fare questo l’acquirente deve utilizzare una carta credito/debito o un servizio di pagamento come PayPal; il venditore deve avere un conto su cui riceverli. L’ente che fornisce il conto al venditore può essere una banca, Poste Italiane, o servizi di Internet Banking come PayPal, Braintree, Stripe, ecc.

L’ente che fornisce il conto al venditore molto spesso possiede un sistema che consente di ricevere i soldi dell’acquirente su Internet mentre altre volte non lo possiede e allora si rivolge ad enti terzi che forniscono tale sistema (come ad esempio XPay).

Questo sistema si chiama gateway di pagamento, detto anche POS Virtuale (Virtual POS – VPOS) in quanto è la controparte online dei classici POS fisici che troviamo abitualmente in negozi, ristoranti, ecc.

Tra le banche che operano in Italia

  • IwBank utilizza il VPOS IwSmile
  • Intesa San Paolo utilizza il VPOS MonetaOnline
  • UniCredit utilizza il VPOS PagOnline
  • Banca Sella utilizza il VPOS GestPay
  • Banca Nazionale del Lavoro utilizza il VPOS e-POSitivity
  • CartaSI utilizza il VPOS XPay
  • Monte dei Paschi di Siena e il Consorzio Triveneto utilizzano il VPOS MPShop
  • Poste Italiane utilizza il VPOS InProprio

Quindi, quando un venditore vuole realizzare un e-commerce dovrà avere stipulato un contratto con una banca e con un servizio di Internet Banking, scegliendo quello più consono alle proprie esigenze (sia in termini di funzionalità offerte dal gateway di pagamento, sia in termini di costi di commissione ed eventuali canoni mensili).

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